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Revisori e sindaci da scegliere in 154mila aziende

Entro il 16 dicembre il via alle nomine di revisori e sindaci in più di 150mila aziende italiane: compensi orari tra 50 e 150 euro (fermi dal 2010)

Manca poco più di un mese al 16 dicembre, data entro la quale 154 mila Srl dovranno nominare l’organo di controllo o un revisore. Nonostante le richieste, il termine fissato dal codice della crisi non verrà rinviato. È un adempimento che tocca un platea di aziende molto ampia. Secondo l’ultima elaborazione di Unioncamere sui bilanci 2018, si tratta di circa 154mila imprese. In base ai parametri introdotti a giugno scorso, l’obbligo scatta se per due anni consecutivi viene superato anche solo uno dei tetti previsti . Quello indicato da Unioncamere è un numero massimo, che non dovrebbe comunque cambiare molto se si estende l’analisi ai bilanci 2017.

Le nomine di revisori e sindaci

Per mettersi in regola le Srl possono nominare un sindaco o un revisore. «La scelta è libera. È precise sullo svolgimento dell’attività nelle realtà più piccole. «Riteniamo che siano necessarie almeno 40-50 ore annue. Ma vanno sempre valutate dimensioni e necessità dell’azienda», dice Raffaele Marcello, consigliere delegato alla revisione legale e membro del gruppo di lavoro che ha messo a punto il documento. «Oggi le retribuzioni variano molto a livello territoriale – aggiunge Marcello -, a Milano un compenso orario può essere di 100 euro e a Napoli di 50». Ma oltre all’importo conta il monte ore. «In un mercato frantumato spesso si instaura una concorrenza al ribasso – aggiunge Monetta – in cui non solo le retribuzioni orarie non rispettano il range di 50-15o euro indicato dal Dm 169, ma anche il monte ore viene tagliato, senza tener conto del fatto che l’attività di revisione è sottoposta al controllo di qualità del Mef (ad oggi però ancora inattuato) e che per le aziende si tratta di un risparmio controproducente, che potrebbe portare più danni che benefici. La battaglia per l’equo compenso è necessaria».

Le sanzioni

In caso di inadempienza, l’articolo 2477 del Codice civile stabilisce che la nomina venga effettuata dal tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato o su segnalazione del conservatore del registro delle imprese. «La norma non prevede sanzioni», dice Andrea Foschi, componente del Cndcec con delega alla crisi d’impresa. «Stiamo quindi cercando una soluzione che permetta di far slittare l’adempimento alla prossima approvazione del bilancio. Il documento è pronto, ma l’ultima parola spetta a Unioncamere».

Contributo a cura di Bianca Lucia Mazzei

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